Uncaria

15,50

INGREDIENTI: Uncaria (Uncaria Tomentosa Wild. ex Schult. DC). 100% corteccia 1920mg, origine: PERÙ (composizione capsule gelatina 100%).
CONTENUTO: in pilloliera PET, 100capsule (32g).
MODALITÀ D’USO: 2 capsule per 3 volte al giorno.
EFFETTO FISIOLOGICO: funzionalità articolare, naturali difese dell’organismo.

USO TRADIZIONALE
L’Uncaria tomentosa contenuta in queste capsule proviene da raccolta selvaggia effettuata nella foresta pluviale Amazzonica peruviana, dove questa pianta cresce sviluppando pienamente tutte le sue proprietà. Per nostra esperienza abbiamo notato che preparazioni di Uncaria proveniente da coltivazioni europee non hanno la stessa efficacia.
L’Uncaria t. ha una lunga tradizione d’uso. In Perù in particolare viene impiegata da almeno 2000 anni in caso di: reumatismi, dolori ossei, artriti, infiammazione, asma, infezioni del tratto urinario, pulizia renale, ulcere gastriche, intestino irritato, cancro e diabete. In generale l’Uncaria è ricordata da diversi “curandeiros” locali per fare una “pulizia interna” e “normalizzare il corpo”. Dal 1990 estratti di Uncaria vennero impiegati come trattamento coadiuvante durante cure per il cancro e per l’AIDS. Il dottor Brent Davis, uno dei più grandi studiosi dell’Uncaria, ha scritto diversi articoli scientifici riferendosi a questa pianta come “l’aprivia” per la sua capacità di pulire l’intero tratto intestinale e la sua efficacia nel trattare disordini gastro intestinali.

STUDI SCIENTIFICI E RICERCA CLINICA
Molte ricerche hanno trovato un’attività immunostimolante e proprietà anticancro in vitro. Alcuni studi riportano che l’Uncaria può aiutare nella riparazione del DNA cellulare e può prevenire la mutazione cellulare. Altre ricerche confermano che questa pianta può prevenire la perdita di globuli bianchi causata da alcuni chemioterapici. Un’altra significativa area di studio riguarda l’indagine sulle proprietà antinfiammatorie di questa pianta. L’Uncaria t. ha diverse molecole antiossidanti, ma i costituenti con più documentazione riguardo l’infiammazione sono i glicosidi dell’acido
quinovico. Gli studi dimostrano che questa pianta può inibire l’infiammazione dal 46% all’ 89% in diversi test in vitro e in vivo. I risultati di questi studi validano una lunga tradizione d’uso indigena per artriti e reumatismi e infiammazioni gastro intestinali. È stata anche dimostrata da una ricerca clinica un’efficacia sulle ulcere gastriche. Un altro componente particolare dell’Uncaria t. è la rincofillina che ha dimostrato effetti preventivi sui trombi, agisce come vasodilatatore periferico e contribuisce a diminuire i livelli di colesterolo; per questi motivi ha mostrato degli effetti sull’abbassamento della pressione sanguigna. Recenti ricerche attribuiscono a questa attività di vasodilatazione periferica della rincofillina anche un effetto benefico per i malati di Alzheimer. Alcuni studi recenti attribuiscono alla pteropodina e all’isopteropodina, già studiate per le proprietà sul sistema immunitario, un effetto positivo sulla modulazione di un recettore di un neurotrasmettitore chiamato 5-HT. Questi siti recettoriali sono target per i farmaci usati nel trattamento di depressione, ansia, disturbi alimentari, dolori cronici e obesità.