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INGREDIENTI E TENORE GIORNALIERO: Anamu (Petiveria alliacea L.) foglie 100mg, Echinacea (Echinacea angustifolia D.C.) radice 100mg, Artemisia (Artemisia vulgaris L.) sommità 100mg, Tabebuia (Tabebuia avellanedae Lorentz) corteccia 100mg, Rosa canina (Rosa canina L.) frutti 100mg, Astragalo (Astragalus membranaceus Bung) radice 100mg, miele, acqua q.b.
CONTENUTO: in flacone PET, 250ml e 500ml.
MODALITÀ D’USO: minimo 1 cucchiaio per 3 volte al dì puro o diluito.
EFFETTO FISIOLOGICO: ECHINACEA, ASTRAGALO, TABEBUIA: naturali difese dell’organismo; ECHINACEA: funzionalità delle prime vie respiratorie; ROSA CANINA: azione di sostegno e ricostituente, antiossidante; TABEBUIA: funzionalità delle prime vie respiratorie, funzioni depurative dell’organismo, regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare, regolarità della pressione arteriosa e regolarità del processo di sudorazione; PETIVERIA: naturali difese dell’organismo, funzionalità articolare, contrasto dei disturbi del ciclo mestruale.

I Phillantus è un’estrazione ottenuta per fermentazione col miele. Le proprietà della fermentazione garantiscono un’ottima assimilazione gastrointestinale dei principi attivi delle piante.

TABEBUIA: questa pianta è molto nota al mondo scientifico per diversi studi sulla sua attività antivirale grazie alla sua capacità di inibire processi enzimatici necessari alla moltiplicazione dei virus. Tale azione è dimostrata nei confronti dei virus dell’influenza, dell’herpes simplex (tipo 1 e 2), della stomatite vescicolare e della polio. Si sta studiando il beta-lapachone per l’inibizione di alcuni retrovirus, come il virus responsabile di leucemie e AIDS. Le prime proprietà evidenziate sono state quelle antiparassitarie, in particolare verso la malaria e la schistosomiasi. Diversi studi condotti in Brasile 40 anni fa hanno evidenziato l’attività antisettica della tabebuia con capacità di inibizione verso: batteri gram-positivi (stafilococchi e streptococchi) responsabili tra l’altro delle infezioni delle prime vie respiratorie, gram-negativi
(brucella) e miceti (Candida albicans). Vengono attribuite alla tabebuia anche proprietà antitumorali, il lapacholo sembra avere una forte affinità per le cellule tumorali, si ritrova in alte concentrazioni in tali cellule dopo solo sei ore dalla somministrazione e pare interferisca con il metabolismo dell’ossigeno nelle cellule malate impedendone la respirazione. Ricerche recenti hanno dimostrato inoltre che il lapacholo e i naftochinoni naturali esercitano effetti immunomodulanti: a basse dosi hanno azione immunostimolante, a concentrazioni relativamente elevate (100µg – g/ml) mostrano attività citotossica o immunosoppressiva. Questa proprietà della tabebuia è estremamente interessante per tutti quei disturbi in cui è necessario stimolare il sistema immunitario in maniera dolce.

PETIVERIA: di una lunga tradizione d’uso in tutti i paesi tropicali, nella fitoterapia brasiliana è considerato un antispasmodico, diuretico, promotore mestruale. In Guatemala, dove la pianta è chiamata Apacín, tradizionalmente un decotto di foglie viene preso per disturbi digestivi e digestione pigra, flatulenza e febbre, oppure usato esternamente come analgesico per il dolore muscolare e per le malattie della pelle. Petiveria a. è comunemente usato nell’America centro-meridionale come rimedio naturale per raffreddori, tosse, influenza, infezioni respiratorie e polmonari e cancro e per sostenere il sistema immunitario. A Cuba la usano per il cancro, il diabete e per le infiammazioni in genere.
Le ricerche pubblicate su Petiveria a. rivelano che ha una vasta gamma di proprietà. In particolare gli studi scientifici riguardano leucemia e diversi tipi di tumori.
Inoltre la Petiveria a. è molto studiata sia in vivo sia in vitro come immunostimolante. In uno studio del 1993 condotto sui topi, un estratto di acqua ha stimolato la produzione di cellule immunitarie (linfociti e interleuchina II). Nello stesso anno, un altro studio con topi ha dimostrato che un estratto di Petiveria a. ha aumentato l’attività delle cellule NK del 100% e ha stimolato la produzione di diversi tipi di cellule immunitarie (interferone, interleuchina II e interleuchina IV). In seguito diverse pubblicazioni scientifiche hanno trovato ulteriori riscontri riguardo l’azione di questa pianta sulle difese immunitarie.
La Petiveria a. ha un’azione su diversi ceppi di virus e batteri. I risultati più sorprendenti si sono avuti con l’estratto in acqua della pianta, che è risultato anche più efficace di quello in alcool. Diversi studi condotti prima in Guatemala e poi in Svezia hanno provato gli estratti di Petiveria su diversi ceppi di batteri, protozoi e funghi.

Anche sulla candida ci sono ricerche dal 1991 che attestano un’azione positiva della Petiveria a.
Diversi studi attestano che la Petiveria a. ha un’azione positiva anche sulla candida e in caso di artrite e reumatismi. In particolare un gruppo di ricerca in Svezia ha riferito che la Petiveria a. possiede un’azione inibitoria della ciclossigenasi-1 (COX-1). Gli inibitori della COX-1 sono una classe di farmaci molto usata come antidolorifici. Un altro gruppo di ricerca in Brasile ha documentato significativi effetti sull’infiammazione nei ratti utilizzando vari modelli. Gli effetti antidolorifici e antinfiammatori sono stati verificati anche con l’uso locale sui ratti di un estratto di Petiveria a. in etanolo.
Sebbene la Petiveria a. non sia stata ampiamente utilizzata per il diabete, è stata clinicamente documentata la sua azione sulla glicemia. La Petiveria a. ha ridotto i livelli di zucchero nel sangue di oltre il 60% un’ora dopo la somministrazione su modelli murini. Questa scoperta riflette la pratica dell’uso tradizionale a Cuba, dove questa pianta è stata usata come un aiuto per il diabete da molti anni.

In caso di RAFFREDDORE, TOSSE, CATARRO: con SCIROPPO BALSAMICO.
In caso di ALLERGIE RESPIRATORIE: con COTURNA e RIBES NIGRUM.
In caso di STANCHEZZA POST MALATTIA: con PFAFFIA e/o TONIC.
In casi GRAVI: con ASPIDOS PLUS.