Olio di Nigella perle

12,00

INGREDIENTI E TENORE GIORNALIERO: Cumino nero (Nigella sativa) 100% olio dei semi spremuto a freddo, 3000g, vitamina E nat. (D-alfa-tocoferolo concentrato) 7,5mg, glicerolo.
Perle: gelatina di origine animale.
CONTENUTO: in pilloliera PET, 90 perle da 500mg.
MODALITÀ D’USO: 2 perle per 3 volte al dì.

L’olio di Nigella sativa (cumino nero) si ottiene dalla spremitura dei semi della Nigella sativa. È un olio molto aromatico e ricco di acidi grassi polinsaturi. Contiene fino al 60% di acido linoleico, proteine, alcaloidi, saponine e olio essenziale. I semi di cumino nero hanno una storia di utilizzo tradizionale nella fitoterapia araba per il trattamento di vari disturbi quali: malattie della pelle, ittero, problemi gastrointestinali, congiuntivite, reumatismi, diabete, asma, tosse, febbre ed
eczema.

STUDI SCIENTIFICI
BATTERI
Studi in vitro e in vivo affermano che Nigella sativa ha un’attività antibatterica dose-dipendente maggiore su organismi Gram-positivi (Staph. aureus) rispetto ai Gram-negativi (Esch. Coli).

FUNGHI
In uno studio in vivo è stato somministrato l’estratto di semi di Nigella (6ml al giorno per 3 giorni). I risultati hanno mostrato una marcata inibizione della crescita della Candida albicans, grazie alla capacità di stimolare direttamente granulociti e monociti a produrre ossido nitrico.

VIRUS
Per studiare l’effetto antivirale dell’olio di Nigella s. sono stati usati come modello il citomegalovirus murino (MCMV). Dopo 3 giorni dall’infezione, tramite somministrazione intraperitoneale di estratto di nigella sativa (NSO) ai topi, è stata evidenziata una diminuzione della carica virale nella milza e nel fegato versus controllo. Al decimo giorno di infezione, il titolo del virus non era rilevabile nella milza e nel fegato dei topi trattati con NSO, mentre era rilevabile nei topi di controllo. Uno studio clinico su 30 pazienti affetti da HCV, di cui alcuni avevano una malattia epatica cronica (30%), altri una cirrosi compensata (16,7%) o scompensata (33,3%) ha approfondito l’azione antivirale dell’estratto di Nigella sativa. Dopo 3 mesi di trattamento (450 mg per 3 volte al dì), i livelli medi di HCV RNA sono significativamente ridotti rispetto ai loro livelli basali e i risultati hanno mostrato una significativa riduzione della carica virale e anche il miglioramento dello stress ossidativo legato alle proteine totali e all’albumina, al miglioramento della conta dei globuli rossi e delle piastrine. Il meccanismo d’azione dell’attività antivirale è correlato alla crescente risposta dei linfociti CD4.

PARASSITI
Sono stati studiati gli effetti dei semi di N. sativa nei bambini affetti naturalmente da vermi intestinali (cestodi). Una singola somministrazione orale di 40mg/kg di estratto di N. sativa ha ridotto la percentuale di uova fecali senza effetti collaterali.

TIROIDE
Uno studio, pubblicato sulla rivista BMC Complementary and Alternative Medicine, ha valutato gli effetti della Nigella sativa sulla funzione tiroidea e le caratteristiche antropometriche in pazienti con tiroidite di Hashimoto. La Nigella sativa in primis ha ridotto il peso corporeo e il BMI e in relazione alla tiroidite sono diminuite le concentrazioni sieriche di TSH e gli anticorpi anti-TPO. Nel gruppo trattato con Nigella sativa sono aumentate le concentrazioni sieriche di T3 registrando una riduzione significativa delle concentrazioni sieriche di VEGF (fattore di crescita dell’endotelio vascolare) nel gruppo di intervento. Nessuno di questi cambiamenti è stato osservato nel gruppo trattato con placebo.

FEGATO
Recentemente è stato effettuato uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su cinquanta pazienti con cirrosi epatica non alcoolica ai qualisono stati somministrati due grammi di polvere di Nigella sativa o di placebo al giorno per 12 settimane. I livelli sierici del TNF-α sono diminuiti rispetto all’inizio dello studio in entrambi i gruppi ma in maniera più significativa nel NSG rispetto al PG (P=0,001).

DIABETE
Nel 2010 un’equipe di ricercatori dell’Arabia Saudita ha condotto uno studio clinico su pazienti con diabete mellito di tipo 2. La somministrazione di Nigella sativa alla dose di 2g/die ha ridotto significativamente la glicemia a digiuno e postprandiale e l’emoglobina glicosilata. È stato evidenziato come la Nigella sativa aumenta l’insulina circolante e migliora la sensibilità dei tessuti periferici per l’ormone. Quest’ultimo effetto può essere attribuito in parte a una attivazione della via AMPK nel muscolo scheletrico e nel fegato e ad un maggiore contenuto di GLUT4 nel muscolo scheletrico.

In caso di GLICEMIA ALTA: con GLUCOSYG.
In caso di INFEZIONI DA BATTERI/VIRUS: con PHILLANTUS.
In caso di FEGATO GRASSO: con BERBERIS.