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INGREDIENTI E TENORE GIORNALIERO: Ledum (Rhododendron tomentosum Harmaja, Ledum palustre L.) pianta intera 100 mg, Petiveria (Petiveria alliacea L.) foglie 100 mg, acqua, miele.
CONTENUTO: flacone Pet 500 ml.
MODALITÀ D’USO: 1 cucchiaio per 3 volte al giorno, puro o diluito.
EFFETTO FISIOLOGICO
Petiveria: Naturali difese dell’organismo. Funzionalità articolare. Contrasto dei disturbi del ciclo mestruale.
Ledum: fluidità delle secrezioni bronchiali. Drenaggio dei liquidi corporei e funzionalità delle vie urinarie.

Non vengono utilizzati per la preparazione del prodotto: frumento, zucchero, sale, amido, soia, derivati del latte, conservanti, coloranti e aromi artificiali.

LEDUM
L’estrazione del Ledum contiene flavonoidi, triterpeni e un olio essenziale studiato per le sue proprietà antinfiammatorie.
Nella tradizione era utilizzato come aiuto per morsicature, punture e ferite.
Importante anche nei reumatismi cronici, in congestione venosa, in edemi ed emorragie.
L’uso tradizionale del Ledum è nella maggior parte dei casi sostenuto da moderni studi farmacologici.

Il contenuto polifenolico trovato in R. tomentosum insieme alla sua attività biologica dimostra che questa pianta ha grandi potenzialità.

L’attività antinfiammatoria del Ledum palustre sperimentata in vitro è dovuta all’inibizione della biosintesi di parte delle prostaglandine e dell’esocitosi indotta da PAF. Probabilmente il grande contenuto di composti fenolici e l’olio essenziale sono responsabili di questo meccanismo che verifica l’uso tradizionale di questa erba per il dolore. Diversi esperimenti inoltre hanno dimostrato chel’efficacia dei componenti del Ledum p. per l’infiammzione correla negativamente con l’assunzione di composti caffeinici durante le ore diurne. In altri termini detto, come già altre piante, anche l’azione del Ledum p. viene inibita dall’assunzione di caffè.

Questa pianta ha mostrato in vitro e in vivo anche ottime potenzialità per il diabete. L’estratto grezzo mostra proprietà citoprotettive sia in condizioni di tossicità da glucosio sia in condizioni di deprivazione di glucosio. Inoltre il R. tomentosum mostra in vitro un effetto sull’assimilazione basale di glucosio degli adipociti. Sempre in vitro inibisce anche l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule intestinali. Il possibile meccanismo di azione è che i polifenoIi interferiscano con i trasportatori del glucosio intestinali.
L’estratto di Ledum p. inibisce le isoforme del citocromo P450 avendo un effetto sul metabolismo mediato da CYP2C e 3 A4, potrebbe alterare quindi la farmacocinetica di altri farmaci che si prendono per il diabete.

Il Rhododendron tomentosum è stato provato anche come antiossidante e mostra una rimarcabile attività di “scavenger” dei radicali liberi paragonabile statisticamente a quella dell’acido ascorbico. In particolare è stato provato su casi di asma e bronchiti croniche. Numerosi studi clinici ed epidemiologici ormai riportano i benefici dell’assunzione di antiossidanti: diminuzione dell’incidenza di patologie tumorali, aumentata resistenza fisica e cerebrale e cardioprotezione.
Del Ledum p. è stata indagata anche l’attività anticancro con modelli in vitro e in vivo. In particolare due glicosidi derivati della quercitina isolati dalle foglie sono stati provati con risultati promettenti sul carcinoma della pelle. Studiosi russi hanno provato un estratto di sesquiterpenoidi del Ledum palustre su una linea di linfoblastoidi, con risultati paragonabili a quelle della cyclofosfamide. Altri studi evidenziano che è la presenza di acido ursolico ad assicurare le capacità antitumorali di questa pianta. I derivati della quercitina contenuti nel Ledum p. mostrano anche attività antimicotica, in particolare nei confronti di Cryptococcus neoformans, Saccharomyces cerevisiae and Aspergillus niger, molto buona anche in comparazionedell’amfotericina e del fluconazole. Il contenuto di olio essenziale nell’estratto totale della pianta è responsabile di un’attività nei confronti di Aspergillus niger, Candida albicans, Candida krusei, Microsporum canis, Trichophyton rubrum e inoltre di un’attività antibatterica sopratutto nei confronti di Streptococcus pneumoniae, Clostridium perfringens, Mycobacterium smegmatis and Acinetobacter lwoffii.
La letteratura inoltre dimostra come l’estratto acquoso di questa pianta aiuta le cure per la tubercolosi.

PETIVERIA
Petiveria a. ha una lunga tradizione d’uso in tutti i paesi tropicali. Nella fitoterapia brasiliana, è considerato un antispasmodico, diuretico, promotore mestruale. In Guatemala la pianta è chiamata apacín e un decotto di foglie viene preso per disturbi digestivi e digestione pigra, flatulenza e febbre. Un decotto di foglie viene anche usato esternamente come analgesico per il dolore muscolare e per le malattie della pelle. Petiveria a. è comunemente usato nelle grandi città del Sud e Centro America come rimedio naturale per raffreddori, tosse, influenza, infezioni respiratorie e polmonari e cancro e per sostenere il sistema immunitario. A Cuba la usano per curare il cancro, il diabete, come abortiva e
antinfiammatoria.

Le ricerche pubblicate su Petiveria a. rivela che ha una vasta gamma di proprietà. In particolare gli studi scientifici riguradano leucemia e diversi tipi di tumori.

Inoltre la Petiveria a. è molto studiata sia in vivo che in vitro come immunostimolante. In uno studio del 1993 condotto sui topi, un estratto di acqua ha stimolato la produzione di cellule immunitarie (linfociti e Interleuchina II). Nello stesso anno, un altro studio con topi ha dimostrato che un estratto di Petiveria a. ha aumentato l’attività delle cellule NK del 100% e ha stimolato la produzione di diversi tipi di cellule immunitarie (interferone, interleuchina II e interleuchina IV). In seguito diverse pubblicazioni scientifiche hanno trovato ulteriori riscontri riguardo l’azione di questa pianta sulle difese
immunitarie.
La Petiveria a. ha poi essa stessa un’azione su diversi ceppi di virus e batteri. I risultati più sorprendenti si sono avuti con l’estratto in acqua della pianta, che è risultato anche più efficace dell’estratto in alcool. Molto famosi sono gli studi di ricercatori del Guatemala e in seguito di ricercatori austriaci che hanno provato gli estratti di Petiveria su diversi ceppi di batteri, protozoi e funghi. Anche sulla Candida ci sono ricerche dal 1991 che attestano un’azione positiva della Petiveria a.

A questo si aggiunge anche l’uso tradizionale di Petiveria a. in caso di artrite e reumatismi, convalidato negli anni da studi clinici pubblicati. In particolare un gruppo di ricerca in Svezia ha riferito che Petiveria a. possiede un’azione inibitoria della ciclossigenasi-1 (COX-1). Gli inibitori della COX-1 sono una classe di farmaci molto usata come antidolorifici. Un altro gruppo di ricerca in Brasile ha documentato significativi effetti sull’infiammazione nei ratti utilizzando vari modelli. Gli effetti antidolorifici e antinfiammatori sono stati verificati anche con l’uso locale sui ratti di un estratto di Petiveria a. in etanolo.

Sebbene Petiveria a. non sia stato ampiamente utilizzato per il diabete, è stato clinicamente documentata la sua azione sulla glicemia. La Petiveria a. ha ridotto i livelli di zucchero nel sangue di oltre il 60% un’ora dopo la somministrazione su modelli murini. Questa scoperta riflette la pratica dell’uso tradizionale a Cuba, dove questa pianta è stata usata come un aiuto per il diabete per molti anni.

BEVANDA FERMENTATA
Il Ledum è un’estrazione ottenuta per fermentazione del Ledum p. col miele, detta idromiele. L’idromele è prodotto dalla fermentazione del miele. È forse il fermentato più antico del mondo e nell’antichità era noto come “la bevanda degli dèi”. Conosciuto già dagli egizi e dai Sumeri e molto usato anche da Greci e Romani. Le proprietà della fermentazione garantiscono un’ottima assimilazione gastrointestinale dei principi attivi delle piante.

In caso di raffreddore, tosse, catarro: con SCIROPPO BALSAMICO.
In caso di allergie respiratorie: con COTURNA e RIBES NIGRUM.
In caso di stanchezza post malattia: con PFAFFIA e/o TONIC.
In casi gravi: con ASPIDOS PLUS.
In caso di DOLORI: con BOSWELLIA.
In caso di INTESTINO IRRITATO: con COLIC.